(because something is happening and you don't know what it is)

una sorprendente scoperta di filologia letteraria
trova posto fra le pagine chiare e le pagine scure
di incandenza.
e abbiamo il piacere e l'onore di condividerla coi nostri lettori.
il giovane, incantato filologo tedesco hans catorp
ha trovato negli archivi merola-zappulla
una rarissima corrispondenza
finora colpevolmente sfuggite alla critica ufficiale
nella quale i due intellettuali partenopei
si scambiano rarissimi testi della letteratura mondiale
che ispirarono la notissima canzone
che è alla base di quello che si può definire
il capolavoro cinematografico del 1983.
ve le proponiamo in anteprima.

LAURA WHEN YOU WERE 16
YOU SAID YES TO ME

di hans catorp



Modulo Bogart .

Sollevando la testa
dal tavolino
di un night club
sento la pioggia fuori
devastare
i tetti delle auto
“Non è la pioggia, Boogie”,
attacca Sam,
io gli domando: “Sam?”
lui mi risponde “Allora”
la pioggia Boogie
non è la pioggia
Laura Kane
la scorsa primavera
suonala ancora amico
le luci planano downtown
di centomila sigarette

Modulo Fitzgerald

La conobbi in una scintillante e caldissima sera di luglio. Un party, un ricevimento chiassoso e sofisticato, una delle tante feste date da Gatsby in quel periodo. Ai bordi della piscina, con un bicchiere di Krug in equilibrio tra le mani, questi capelli rossi, e una risata che blandiva e nello stesso tempo allontanava il ragazzone che le ronzava intorno: rimasi senza fiato. Io a quell’epoca ero scontroso, ottimista, intraprendente, e andavo preparando il mio ultimo esame a economia e commercio. Lei era la figlia illegittima di Francis Scott Liotti, magnate delle compagnie assicurative di tutta la costa ovest. “Laura”, pensai, “un bel nome per una ragazza italiana, qui, adesso, nel 1959”.



Modulo Allen Ginsberg

in un appartamento
al terzo piano
del Greenwich Village
la radio accesa
i discorsi di Nixon
risuonano tra i muri
la voce di Bob Dylan
le urla di mia madre
in mancomio
le insegne dei negozi
lampeggianti
e carri merci carri merci carri merci
lungo le linee ferroviarie
la baia di San Francisco
i russi
la Cina
Fidel Castro
e carri merci lungo le linee ferroviarie
mi si presenta un tipo
la migliore mente della sua generazione
mi dice: Ginsberg, smettila con queste stronzate
gli dico: fratello
mi dice: smettila o ti spacco la testa
gli dico: amico, tu sei strafatto
hai già firmato la petizione
contro la bomba nucleare?
mi dice: vaffanculo
gli dico: magari
dice: c’è una ragazza
con i capelli rossi
mentre la scopavo e cadevo
e cadevo
e scopavo
e scopavo e cadevo
la Baia di San Francisco, per Dio
tutta la Baia
e le navi
le montagne
giù
lungo la costa
fino a Los Angeles
e poi indietro
e poi ancora avanti
e gemiti
aeroplani
missili
automobili
trattori
torri che crollano
giornali
e carri merci lungo le linee ferroviarie

Modulo Chandler

Me lo ricordo come se fosse ieri. Un giovedì mattina, decisamente troppo luminoso per essere dicembre. Me ne stavo nel mio ufficio con la quarta lucky strike della giornata tra le dita. Indossavo una camicia azzurra sotto una giacca blu, pantaloni rigati, cravatta a pallini, bretelle, fondina e tutto il resto. Avevo la gola arsa e starnutivo a più non posso. La notte prima avevo speso gli ultimi colpi in un locale lungo il Boulevard. Un posto lurido, illuminato male, pensato da una mente diabolica per ripulirvi fino all’ultimo centesimo, mandare giù bicchieri su bicchieri fino a vedervi rotolare dalla porta di servizio come pesanti sacchi della spazzatura. “Che diavolo”, pensavo. Ma prima di accendere la cicca, la superficie smerigliata della porta si colorò di un’ombra. “Avanti!”, urlai. La sigaretta mi cadde di mano. Questa pupa rossa, fasciata in un tailleur color panna, una borsetta di coccodrillo, questa voce da stenderti al primo colpo.
“Il signor Marlowe?”
“In persona.” Deglutii.
“Mi chiamo Keaton. Laura Keaton”.
Mi tese la mano.
“Deve aiutarmi a ritrovare una persona.”
Le sorrisi. Le guardai bene le mani.
“Sono a sua completa disposizione.”
Desiderai con tutto me stesso che non fosse sposata.


Modulo Hemingway

Quell’estate, mi ricordo, ce ne stavamo a Roma
io e Frank, un mediomassimo ormai fuori dal giro
A furia di prenderle, il povero Frank, aveva svilupptato
una mimica inquietante e bizzarra
tu gli parlavi
lui alzava la guardia
Insomma, ce ne andavamo in giro
per Trastevere
e fischiavamo alle ragazze
ci fermavamo a bere a S. Callisto
me ne tornavo nella mia camera in affitto
andava via la luce di continuo
il rubinetto gocciolava senza sosta
Alle dieci di sera il pezzo era pronto
telegrafavo tutto al Daily
me ne tornavo a bere
Frank raccontava di quella notte
che stese Sonny Liston all’ultima ripresa
mi dice: amico, non puoi nemmeno immaginare
la puzza di piscio e cerini bruciati sul ring
una pioggia di dollari e lustrini
non puoi neanche lontanamente immaginarlo
Lui mi diceva: il ring
io rispondevo: ma certo amico
i cavalli, il ring, le corride, la guerra
Fu quell’estate che conobbi Laura
era un’inglese un po’ svitata
faceva l’infermiera
io le dicevo: la guerra, tesoro, le corride, il ring, i cavalli
lei sussurrava: stai attento, Ernest, c’è troppa gente qui intorno

Modulo Arthur Conan Doyle

La grossa pendola risuonò per cinque volte nella custodia di legno. Fuori stava facendo chiaro. Vedevo il profilo selvaggio della campagna inglese uscire lentamente dalla cortina d’ombra che fino a quel momento ci aveva stretto a sé. La casa era piena gente. Poliziotti, fotografi, giornalisti, una lunga schiera di domestici, uno accanto all’altro, in silenzio, contro la parete del soggiorno, come una squadra di rugby sconfitta 10 a 0. Herman Auster era uno dei pochi a darsi davvero da fare. Lavorava per Scotland Yard. Prendeva appunti e si guardava intorno mentre due giovani poliziotti armati di gesso tracciavano sul pavimento quello che era stato l’ultimo profilo di Laura Baskerville. Fu allora che il maggiordomo mi si fece incontro.
“Sir Watson?”
“Desidera?”
“Devo dirle una cosa.”

 

CHE ALTRO SI TROVA SU INCANDENZA

altri racconti
liste di cose
lettere
per contribuire a incandenza
un elenco di cose appropriate e di cose inappropriate
da dire ai vostri amici a proposito di incandenza

alcuni dei motivi per cui esiste incandenza
per scrivere a incandenza
Ander costruksciòn
Incandenza