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da:
alberto rigettini
data: 26 luglio 2001
oggetto: bevilacqua
Cara incandenza,
una volta Alberto Bevilacqua tentò di uccidermi. Non lo sanno in
molti.
Cadde dalla libreria e mi colpì in fronte mentre io avevo lo sguardo
fisso sul soffitto. Non mi fece male più di tanto, non mi procurò
dolore, giusto fastidio. Bevilacqua non è in grado di procurarmi
emozioni. Bevilacqua non fa male, il vino fa bene. Chi dice che il vino
fa male è tutta gente che sta allospedale. Questo succede
a mettere Bevilacqua su un piedestallo. Lessi il titolo: Lettere
alla madre sulla felicità. Quella vecchia puttanona.
Pensai. Di Bevilacqua, non di sua madre per Dio. Lei non centra, lasciatela
stare. Sarò cinico, ma è lui che mi è piombato in
faccia. Chi ha incominciato?! Violento dun violento a parole non
mi stai dietro eh?!! Chi ha messo Bevilacqua nella mia libreria? Nel mio
museo, nel mio scannatoio, nella mia rinomata cantina? Ruggero. Può
essere stato soltanto lui. E come quando trovi un micino smarrito,
non hai il coraggio di tenerlo e lo butti nel giardino di quella signora
che già si prende cura di altri gatti. Così lui avrà
trovato un libro, si è interrogato sulla funzione di quello strano
oggetto, ha controllato che ogni fermaporta fosse al suo posto e poi ha
deciso che i libri devono stare coi libri in quel ghetto che è
camera mia. Bastardo. E alè! Mischiamo tutto! E nel vino ci hai
messo Bevilacqua, ci hai messo Bevilacqua e nun te pagamo ma però.
Potrei anche leggerlo. Ma io quando leggo e pure quando scrivo, mi voglio
inebriare, mica sciacquarmi la bocca. Lo fissai negli occhi. Sulla copertina
cera la sua facciona con i capelli nuovi, raccolti in un riporto
anulare, la tinta ancora fresca, lanalcolico biondo. Beh insomma,
questo è quanto, quella volta ha tentato di uccidermi. Ha commesso
crimini ben peggiori contro la letteratura, di questo, direte voi. Eh
va beh allora, ridimensioniamomi.
da:
maria eleonora
data: 26 luglio 2001
oggetto: oh!
Cara incandenza,
oh! siete simpatici!
da:
massimo bernardi,
roma
data: 22 luglio 2001
oggetto: prox
Cari di incandenza,
faccio tutt'ora (o tuttora? boh, ho finito la squola troppo presto) molta
fatica a capire perché esistiate, ma visto che esiste il peggio
del peggio sul web (...) Non riesco a dormire così incandenzo un
po'...
Volevo dirvi che gradisco molto le vostre newsletter anche se non ho tempo
di leggerle, così le colleziono e se riesco ad avere quel paio
di giorni di ferie, entro i prox 5 anni, so cosa potrò fare di
piecevole in 48 ore.
Per adesso è tutto, ho sbadigliato e corro a letto per vedere se
uno dei prox 5 anni riesco pure a dormire...
da:
giovanni sonego
data: 12 luglio 2001
oggetto: worhipping
Cara incandenza,
divertente. Ma che cos'è?
da:
M.P.
data: 12 luglio 2001
oggetto: vorrei tanto capire
Cara incandenza,
vorrei tanto capire chi sei e chi ti autorizza a trasmettermi simili cazzate!
da:
joglar
data: 3 luglio 2001
oggetto: domanda
Cara incandenza,
Ma che vuol dire "incandenza"?
da:
stefano diana,
roma
data: 28 giugno 2001
oggetto: no, dico...
Cara incandenza,
no, dico.... mbé?
da:
lux
data: 26 giugno 2001
oggetto: no, dico...
Cara incandenza,
eeh?... qualcuno mi può spegare cosa centra hal incandenza e il
grande david foster wallace con tutto questo?
da:
leonardo rossi
data: 25 giugno 2001
oggetto: a proposito di ministri...
Cara incandenza,
Al pranzo di gala con lAmbasciatore e il Ministro degli Esteri di
un importante paese straniero, il Ministro starnutisce.
Nessuno ci fa caso. È un inconveniente che nessuno mostra di notare,
come tanti altri che possono accadere in simili circostanze: macchiarsi
di unto la camicia, rovesciare qualche goccia di vino rosso sulla tovaglia
immacolata
Dal canto suo, il Ministro sorride sotto il monocolo
come a significare: La salute, la benedetta salute!, minimizzando
così lincidente, se incidente si può chiamare.
La conversazione riprende gaia come prima. Le portate sono di ottima qualità,
il trattato di amicizia e collaborazione tra i due Paesi, ormai amici
dopo un periodo di gelo diplomatico, sarà ratificato il giorno
successivo.
Il Ministro starnutisce unaltra volta. Una fibra di anatra
deliziosa laveva definita la Contessa Cùccoli
balena per un attimo dalla bocca e in tralice si vede lotturazione
del molare destro. Per unincalcolabile frazione di secondo si fa
silenzio in sala, ma tutti con studiata noncuranza riprendono a parlare
e a pasteggiare.
Arriva un altro starnuto. La Baronessa Von Bülow chiede premurosamente
al Ministro, che le siede accanto, se stia bene. Annaspando, quello cerca
il naso con il fazzoletto che ha goffamente tirato fuori dal taschino
della giacca e la rassicura sforzandosi di sorridere, ma intanto, quasi
a capricciosa smentita delle sue parole, infila altri due starnuti consecutivi.
Qualcuno si guarda in viso col vicino, ma la Baronessa, sempre imperturbabilmente
sorridente, finge ancora di preoccuparsi per la sua salute. Il Ministro
minimizza ancora una volta: Laria condizionata della sala
conferenze. Tutti tirano un sospiro di sollievo: è stata
laria condizionata.
Il Consigliere per gli Affari Esteri si affretta anche lui ad accusare,
mentendo, un leggero mal di gola, e a convenire che lo sbalzo di temperatura
con lesterno era apprezzabile. Anzi, le osservazioni
del Consigliere giungono a proposito in un momento di stanca della conversazione
e divengono oggetto di spiritose dissertazioni da parte di più
duno dei presenti.
Il Ministro fa uno starnuto, poi un altro, poi un altro e un altro ancora,
di fila. La Baronessa stavolta più che preoccuparsi, appare indispettita.
Pensa: Va bene uno starnuto, va bene non star troppo bene, ma ora
diamine! sta esagerando. Molti altri commensali la pensano come
la Baronessa.
Il Ministro non la smette più di starnutire. I convitati allora
scelgono, di tacito accordo, una strategia diversa: invece di preoccuparsi
della salute del Ministro, continuano a parlare, e a voce sempre più
alta, per soffocare i rantoli dellimportante esponente governativo.
Gli starnuti non si placano. Il Ministro è paonazzo per la sofferenza,
batte i pugni sul tavolo, invoca aiuto. Il monocolo cade nella mousse
di astice e asparagi. Non è possibile fingere di non vederlo, mentre
si dimena così scompostamente.
LAmbasciatore, il principale invitato, infine non può più
tenersi e ingiunge: Signor Ministro, la smetta. Ma il Ministro
è totalmente soffocato da quegli sforzi convulsi. Poco manca che
rotoli a terra. LAmbasciatore intima: La smetta, Ministro,
sono profondamente offeso, anche a nome del mio Paese.
Ci si mette anche la Baronessa: Si comporti da uomo e da uomo donore
qual è.
Qualcuno aggiunge: Non faccia il bambino.
Ma il Ministro non ne vuol sapere. Continua a starnutire emettendo certi
rantoli insopportabili a sentirsi in qualunque momento, figurarsi ad una
cena ufficiale.
Gli invitati, prima uno, poi due, poi tutti insieme, si alzano e se ne
vanno, offesi. Il trattato non si firmerà. Il Ministro, sempre
starnutendo, tenta di controllarsi, li rincorre, li richiama, ma ad ogni
accenno di parola lo soffoca uno starnuto.
da:
edoardo nesi,
prato
data: 25 giugno 2001
oggetto: ministri
Cara incandenza,
i ministri di christian raimo sono ganzi, ma si scrive CHEWBACCA.
ciao e santoiddio
da:
erika martelli,
parigi/parma
data: 25 giugno 2001
oggetto: ministri
affamatissima incandenza.
cercherò di contrastare la mia natura anarchica per puro spirito
civico incandente. ti faccio sapere.
da:
angolo,
liguria
data: 22 giugno 2001
oggetto: ippopotamo
Cara incandenza,
l ippocampo, come tutti sanno di sapere giacché risaputo
e risaputello guarda questo quantè bello gli darò
nome Fiorello se lo vede mio fratello se ne fa un bel cappello, e ancora
virgola, è il terreno ubertoso dal quale nascono adiposi ippopotami.
Vengon su dalla terra come fossero riesumati da forze mister iose e a
iosa vengon su per giù con su tra fra. Da molli terricci, collinette
di terra protrudono la sagoma degli ippopotami e, gravide di questi, li
partoriscono nel compier di uno sput.
Gli ippopotami, come tutti ignorano di ignorare giacché ignorato
e ignorantello guarda questo quantè bello eccetera eccetera
cappello, sono animali dallo sguardo supplichevole che subito, appena
nati, chiedono allippocampagnòlo, di nome Pippo, di recidere
ledera ombelicale e le sue frange per poter crescere esso stesso,
lì messo per benino e spesso. Di fatti, le prime parole degli ippopotami
sono: Pippo, potami; Pippo, potami, potami.
Ora, è bene sapere che nel mito ippocampale, Pippo era il primo
abitante dellippocampo, la primeva creatura di questo nostro pianeta
terra, meglio conosciuto come Circo Togni. Come tramandano le secrete
scritture, Pippo era solo sul pianeta e così, dice il mito, Dio,
vedendo che ciò era cosa non buona, inventò per tenere compagnia
a Pippo la Pippa.
Pippo divenuto dunque profeta dell onanismo, non può fare
a meno della pippa anche se questo suo peccato origenitale lo condannerà
per leternità allo nanismo, da cui lodierno detto se
ti tocchi rimani nano. Oggi lonanismo conta molti fedeli che si
salutano tra loro con un tipico gesto della mano destra portata allinguine
e mossa con movimenti sussultori. I sacerdoti, i sapienti della chiesa
onanista, coloro che hanno la visione mistica della pippa mentale, conducono
vita riservata e solitaria a mo di esempio per tutti i fedeli.
Gli idoli adorati nei templi dellonanismo sono lIppopotamo
e lIppoputtana dalle grandi poppe che ispira i sacerdoti allestasi
onanistica durante la funzione religiosa.
da:
neal pollack,
philadelphia, usa
data: 20 giugno 2001
oggetto: worhipping
Dear incandenza,
This is genius! Why do I spend my time doing such things?
Please feel free to worship me.
da:
ellin selae
data: 20 giugno 2001
oggetto: d'accordo?
Cara incandenza,
per cortesia, non navighiamo mai nel web, quindi non andremo a cliccare
lì, pertanto
cliccateci voi al nostro posto.
D'accordo?
da:
er breve,
milano
data: 18 giugno 2001
oggetto: molle
Santa Crescenza,*
mia carissima incadenza.
L'idea, non male, di classificare
ha solleticato il mio molle daffare
per cui lesto e rapido ti trasmetto la lista
voglio esser tra i primi a mettermi in pista.
* Santa Crescenza è la protettrice dei formaggi molli.
da:
ottavia sitia, milano
data: 11 giugno 2001
oggetto: ti prego
Cara incandenza,
ti prego di non mandarmi piu i tuoi messaggi: non sono assolutamente interessata
a leggere la tua corrispondenza
grazie
da:
massimo
bernardi, roma
data: 10 giugno 2001
oggetto: cappone
Cara incandenza,
se risolvi la faccenda del cappone prima di me, mi fai sapere?
da:
erika martelli,
parigi/parma
data: 9 giugno 2001
oggetto: liscio
Cara incandenza,
eeeeh , il big babol, cari miei, la mia giovinezza, c'avevo otto anni
ed ero di provincia e il mio babbo mi portava a lezione di liscio tutti
i giovedì, e tra i piroettanti pensionati era un'altra vittima
della romagnolità, un ventenne chissàperché e percome
finito tra i piroettanti, di cui ricordo solo il principio di obesità
e l'odore di big babol di cui appestava le mie giovani piroette. ebbi
la medaglia valzerina a otto anni e sette mesi e non lo vidi mai più,
né lui né il mascarpone al cioccolato che il padrone della
bocciofila mi offriva talvolta alla fine della lezione di polka. se sei
una mia vera amica mi farai un carrambachesorpresa valzerino, riportandomi
il povero ballerino piroettante qui sulle tue pagine con me. questa lettera
parzialmente drammatica te la spedisco perché ormai son in confidenza
con te, incandenza.
da:
alessandro,
roma
data: 8 giugno 2001
oggetto: stress
Cara incandenza,
ti mando la gustosa recensione di un film di tale Marziano Gianfranco,
musicista, scrittore, poeta eccetera, che spero ottenga lo spazio che
certamente merita.
MACISTE CONTRO A
ZOCCOL' 'E MAMMETA
Il Faraone egiziano manda 15.000 soldati a comprare "Mezzo chilo
di fettine buone, senza grasso sennò vengo lì e te le faccio
cacare dal mazzo". Per strada incontrano a Maciste e lo cominciano
a sfottere e a mettere le mamme in mezzo, al che la gente si comincia
ad affacciare e a dire se la finiscono e se gli pare una bella cosa mettersi
a fare quel poco di teatrino in mezzo alla strada.
Improvvisamente uno dei soldati si rivolge a una signora che li stava
cazziando dal balcone e le dice: "Signora è inutile che caca
il cazzo e se la prende con noi, non è colpa nostra se lei ha fatto
la fine che ha fatto perchè si è sposata con un pezzente
morto di fame tale quale a suo padre". A quel punto la signora apre
il sipario e cominciano a volare Santi e GesùCristi che fino a
quel momento nessuno li aveva messi in mezzo. Improvvisamente cominciano
tutti a scappare senza spiegazione e mentre scappano sputano o si sforzano
di cacare per terra stesso mentre corrono.
A quel punto Maciste capisce che nel film c'è qualcosa che non
quadra e cerca di scapparsene da dentro il tabellone del cinema ma scivola
e cade e sbatte forte con i reni per terra, a quel punto arriva la maschera
del cinema che era uno che pensava solo a chiavare e come lo vede scapezzato
per terra gli si butta addosso e lo comincia spingere da dietro col pesce
mezzo moscio.
A questo punto si apre il tetto del cinema e scende un disco volante grandissimo
guidato da dei terroristi camorristi che sparano un raggio di sburro.
Il film finisce con la zoccola 'e mammeta che approfittando della confusione
si fotte un sacco di roba da dentro il bar del cinema e poi arriva a casa
e si spara la posa con tutti quanti nel palazzo che ha fatto la spesa
grossa e che ha comprato un sacco di roba.
da:
gianluca
baccanico
data: 8 giugno 2001
oggetto: quanto di più concreto
Cara incandenza,
vorrei proporre un'ode a quanto di più concreto la nostra cultura
abbia prodotto nei secoli.
Sanpietrino che rotola tra la strada e il bordo del gradino di una discesa
improbabile con il rumore che fa e nessuno che si decide a fermarlo.
Se non avesse spigoli andrebbe sicuramente più veloce, se fossero
solo angoli in movimento, sarebbe solo un bel disegno in testa.
Invece è lì che si arrabatta a finire la sua corsa senza
sosta e senza grazia.
Passa sopra i compagni li incastra ancora di più, li fa risuonare
per un momento quasi volesse saggiare la loro realtà, il loro concreto
spigolarsi.
Se qualcuno mettesse un piede al momento giusto si fermerebbe, come dire,
atterrito, e non se ne parlerebbe più.
Ma non c è veramente nessuno e lui continua a risuonare lungo
la piccola via che scivola verso il porto.
Un panno steso a due piani di altezza ciondola e tutti gli altri accanto
a lui tremano al vento inesistente di questo deserto in città.
Mai corsa è stata più inutile e turbolenta, spigoli che
piombano al suolo e si inseguono rotolando e spiccando voli pesanti, prima
di ricadere e rimbalzare per non si sa quale elasticità.
Un cubo allungato di pietra compatta ottusa nel rumore, se quel cane non
si alza finirà per farsi male.
L ombra obliqua del muro bianco sul muso, coperto per metà,
lui schiacciato ad assaporare il caldo dei sassi ancora caldi sotto le
sue zampe e attraverso il suo pelo.
I denti incastrati fuori dal labbro inferiore e il naso umido nero come
la pietra che sta rotolando tra le linee della scacchiera monotona del
piccolo vicolo, nessuno avvertirà il cane, ne da destra ne da sinistra,
lui rimarrà fermo, gli spigoli s aggrapperanno al vento per
arrivare prima.
Quando i due, il cane schiacciato e il sasso che rotola si incontreranno,
non si troveranno da nessuna parte.
L animale continuerà a guardare le linee piatte e senza colori
che gli scorrono tra le orecchie e la corsa al porto del pesante spigoloso
continuerà a rimbombare tra le mura dei palazzi stretti tra loro
per mantenere la prospettiva.
da:
roberto raponi, roma
data: 7 giugno 2001
oggetto: stress
Cara incandenza,
Sono qui e non ho nulla da fare quindi penso che vi scriverò un
lettera.
Ma se vi scrivo una lettera poi ho qualcosa da fare e quindi non ho un
buon motivo per scriverla... questo è davvero stressante!
da:
erika martelli,
parigi/parma
data: 7 giugno 2001
oggetto: ma chi diavolo?
Cara incandenza,
ué, ma chi diavolo. se siete dietro la porta che mi spiate entrate
che vi offro una borra veronese surgelata e vi racconto di come ho passato
la notte a setacciare leggende con cui piano piano scrivo, per un comandante
in carica di progetti, la storia segreta di un fiume. ma chi diavolo...?
da:
Megan Gale, italia/australia
data: 5 giugno 2001
oggetto: Le avventure di M.
Cara incandenza,
ho letto l'intervista a Me da te pubblicata, e devo ringraziare il bravo
Raimo e te che l'hai pubblicata. Perché l'intervista è davvero
come io sono: semplice, una donna di tutti i giorni, di tutte le cinque
stagioni. Ora devo tornare in Australia per girare un nuovo spot insieme
a Pietro Taroccone che è davvero un caro ragazzo, ci scambiamo
quotidianamente (anche se vorremmo farlo più spesso) degli ogm
sui cellulari. Sarà una bellissima esperienza girare un video in
mezzo alla matura lussuriosa del mio paese. Io stavolta non pattinerò,
ma deciderò di scalare una montagna con un trattore rottamato che
si frantumerà su una roccia davanti a una caverna, che è
la nuova casa di Pietro. Lui uscirà fuori lanciandomi un bisteccone
con un buco al centro e mi salverà da una morte certa. La musica
sullo sfondo stavolta sarà musica classica, l'opera infatti è
"Ci vorrebbe un amico" di Venditti. Io e Pietro, che adesso
parla sempre di cultura dopo aver vinto giustamente il telegatto, abbiamo
deciso di fondare "il partito del canguro proteico" per sensibilizzare
le masse sui pericoli del grasso in agguato. Infatti la bistecca dello
spot è un messaggio sub-viminale che annuncia il progetto. Il nostro
slogan sarà "chi non salta brufoloso è" e Pietro
penso sia pensando al poster di partito. Ma non fare ancora lo scoop perché
i tempi non sono prematuri.
Ti ricordi il libro "Le avventure di Megan" uscito due anni
fa? Quello con le mie avventure degli spot. Se vuoi te ne mando una copia.
da:
Andrea Pulcrano,
Roma
data: 26 maggio 2001
oggetto: cani
Cara incandenza,
ti ho visitata. tutto bellissimo, tutto interessantissimo, ma questi pregiudizi
nei confronti dei cani non vanno per niente bene.
è risaputo, ad esempio, che con il cane si hanno buone probabilità
di rimorchiare ragazze carine, in più tu stessa potresti scoprire
in loro degli ottimi collaboratori. se non ti ho convinto io, prova a
discuterne con gaetano, il mastino napoletano di 95 kg che incontro spesso
al prato di pomeriggio, vedrai che dialettica.
da:
Anonimo
data: 26 maggio 2001
oggetto: toglietemi
Cara incandenza,
Non mi interessa ricevere vostre comunicazioni, per cui toglietemi dalla
vostra lista.
Grazie
da:
Christian
Raimo, Roma
data: 13 maggio 2001
oggetto: unghie
Cara incandenza,
ho da suggerire a te e ai tuoi lettori un metodo infallibile per battere
almeno un primato ed entrare così finalmente nel Guinness. Il primato
che vi invito a battere è quello delle Unghie Più Lunghe.
Il record è attualmente detenuto da Ahmed Shivaree, cittadino inglese
dorigine marocchina che al momento dellomologazione del record,
nel 1987, aveva ventitré anni e delle unghie lunghe la bellezza
di 480 cm.
Il problema principale per chi si vuole cimentare con questo record è
quello della resistenza delle unghie le quali, cresciute oltre una certa
lunghezza, tendono a spezzarsi con estrema facilità.
Se volete riuscire a battere in un giorno il record di Shivaree, seguite
allora questi brevi suggerimenti:
1) svegliatevi molto presto, verso le 6:30, massimo 6:45, e fate una buona
colazione, bevendo un litro di latte e mangiando sei yogurt, che sono
alimenti ricchi di calcio e di vitamina D, indispensabili per i tessuti
delle unghie;
2) subito dopo scegliete una parete della vostra casa e sostate lì
con le braccia lungo i fianchi per tre quattro ore circa. Mi raccomando
le braccia devono stare stese bene lungo i fianchi in modo che la forza
di gravità ne stimoli lallungamento delle unghie;
3) allora di pranzo ancora un pasto a base di latticini: scegliete
una caciotta del peso di circa sei etti (comunque non meno di mezzo chilo)
e mangiatela. Mi raccomando, fate attenzione nellatto di tagliare
la buccia di non fare assolutamente urtare il coltello contro le unghie.
In ogni caso la cosa migliore è che vi facciate sbucciare il formaggio
da qualcun altro;
4) tornate alla parete prescelta e sostate nella posizione sopradescritta
per altre cinque, sei ore. Importante: se si sovviene lo stimolo di grattarvi,
pregate un vostro amico che è lì con voi di provvedere lui
allo sfregamento. Fate molta attenzione ai riflessi automatici;
5) allora di cena pasteggiate ancora a latticini, scegliete tra
mozzarella (una dozzina di fiordilatte) o il philadelphia (non meno di
trenta, quaranta confezioni). Anche qui i soliti accorgimenti: non forzate
lapertura del cellophane delle confezioni di philadelphia. Per sicurezza
chiedete sempre la collaborazione di qualcuno;
6) rilassatevi, sedetevi con le braccia in avanti leggermente inclinate
verso il basso, in modo da sfruttare sempre la forza di gravità,
ma attenti a non far strusciare sul pavimento le unghie che a questora
dovrebbero essere già un bel po lunghe;
7) a mezzanotte meno dieci chiamate il più vicino Addetto Locale
per lomologazione del record.
Un utile accorgimento. Vi capiterà di dover andare al bagno: pensateci
per tempo e posizionate nei pressi della sosta-alla-parete una bacinella
molto capiente. Quando lo stimolo sarà insopprimibile, fatevi avvicinare
la bacinella da un familiare, tentando di mantenere la posizione eretta
il più a lungo possibile.
da:
Francesco Inchingolo, Torino
data: 14 maggio 2001
oggetto: Monolocazionismo
Cara incandenza,
vorrei spendere due parole sul Monolocazionismo, una delle mie religioni
preferite, nata aglinizi del V secolo d. C. come aperta critica
del principio di ubiquità. Il suo fondatore, Agesilao di Montefiascone,
predicava limpossibilità di essere in più di un posto
alla volta anche con il pensiero. Suoi allievi e discepoli furono Gerione
di Sandomingo e Lunerbio di Macerata. Questultimo completò
la fede monolocazionista originaria con laggiunta del precetto fondamentale
per pensiero si intende un movimento continuo delle sopracciglia
che sinarcano sulla fronte a mo di grotta. Lunerbio
disputò a lungo con SantAgostino, che peraltro si rifiutò
di rispondere alle sue epistole teologiche, se si eccettua il testo sacro
dei monolocazionisti Ignotus mittens. Il culto di Agesilao consiste in
un grande festeggiamento planetario tra il 31 dicembre e il 1 gennaio;
festeggiamento che i fedeli ascrivono alla fama del loro profeta e fondatore.
Così come si evince dallo scritto dellultimo capo religioso
Furio Grisini, La botte di Diogene, i botti di Agesilao, MLCZ Stampe,
1999. «Pensatela pure come volete», ha recentemente affermato
il papa monolocazionista, «per noi siete tutti monolocazionisti
e non lo volete ammettere».
se
non avete di meglio da fare e volete mandare una lettera a incandenza, non
c'è che da farlo. |
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